Home / Senza categoria / Quali lavori spariranno per colpa dell’intelligenza artificiale? Il vero volto della trasformazione del lavoro

Quali lavori spariranno per colpa dell’intelligenza artificiale? Il vero volto della trasformazione del lavoro

Secondo l’analisi di Goldman Sachs Research, l’intelligenza artificiale generativa potrebbe sostituire l’equivalente di 300 milioni di posti di lavoro full-time a livello globale — un quarto di tutti i task lavorativi negli Stati Uniti e in Europa. Ma la domanda non è più “se” l’IA sostituirà il lavoro umano, bensì quali lavori, quando e con quali conseguenze per la società.

L’AI Shock Index: una mappa del rischio

Il recente AI Shock Index Report, elaborato da Mia Academy, ha introdotto un indicatore proprietario che classifica il rischio di automazione delle professioni su una scala da 1 a 5. Secondo l’analisi, pubblicata a gennaio 2026, al livello 5 (rischio critico) figurano mansioni altamente automatizzabili: addetti al data entry e trascrizioni, operatori di telemarketing, customer service via email, addetti alla verifica documentale e gestione archivi.

Al livello 4 (rischio alto) compaiono ruoli chiave dell’organizzazione aziendale tradizionale: impiegati amministrativi di back office, contabili junior, operatori di sportello, addetti alle prenotazioni di viaggio, cassieri e addetti al controllo qualità.

I 30 mestieri più a rischio

Secondo il report, le professioni più esposte includono:

Livello 5 — Rischio critico:

  • Operatori di telemarketing
  • Addetti all’inserimento dati
  • Trascrittori e dattilografi
  • Operatori customer service via email/chat
  • Verificatori documentali automatici

Livello 4 — Rischio alto:

  • Impiegati amministrativi di back office
  • Contabili junior
  • Cassieri e operatori di sportello
  • Addetti alle prenotazioni di viaggio
  • Traduttori tecnici (testi standardizzati)

Il caso italiano: 6 milioni di lavoratori a rischio

Secondo le stime, entro il 2035 saranno 15 milioni i lavoratori italiani esposti all’impatto dell’IA, di cui 6 milioni a rischio di sostituzione effettiva. I settori bancario-finanziario e contabile-statistico risultano i più esposti.

Chi è al sicuro (per ora)

Secondo Goldman Sachs, i ruoli meno esposti includono: controller del traffico aereo, dirigenti aziendali, radiologi, farmacisti, fotografi. Elementi comuni: giudizio critico in contesti non strutturati, responsabilità legale personale, interazione umana complessa.

Il paradosso dei bancomat

Quando i bancomat si diffusero negli anni ’70, molti previdero l’estinzione dei cassieri. Invece ne cambiò il ruolo: da esecutori di prelievi a consulenti finanziari. L’IA potrebbe avere effetti analoghi: non solo sostituzione, ma trasformazione del lavoro.

Conclusione

Il vero spartiacque non sarà tra “uomo e IA”, ma tra chi saprà usare l’IA e chi no. Le predizioni di tecnounemployment “hanno una lunga storia ma una scarsa track record”, ma la transizione richiede politiche attive di riqualificazione.


Fonti

  • Goldman Sachs Research (2025). How Will AI Affect the Global Workforce?
  • Mia Academy (2026). AI Shock Index Report — via BitMat, Il Messaggero, TGCom24
  • Fortune (2026, April). AI is cutting 16,000 U.S. jobs a month
  • Il Sole 24 Ore (2025, March). Entro dieci anni sei milioni di lavoratori potrebbero essere sostituiti dall’IA
  • La Repubblica (2026, April). Il lavoro che non c’era: le nuove professioni dell’IA
  • Avvenire (2025, November). Intelligenza artificiale, ecco i dieci lavori a rischio

Share this content:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *